Roberto Marelli, il maestro che ama il tennis

Roberto Marelli lavora come maestro al Ct Franciacorta di Cellatica

Questo articolo è presentato da:

Sia da agonista che da maestro Roberto Marelli non ha mai lesinato impegno e passione verso il tennis. Un amore nato durante l’infanzia e che resta ancora acceso. “Avevo nove anni quando mi sono iscritto al primo corso” racconto l’oggi trentatreenne atleta nativo di Concesio. “Dopo qualche mese disputo il mio primo torneo: un’eliminazione all’esordio che si sarebbe poi trasformata nella conquista del titolo l’edizione successiva”. Durante le medie e le superiore Marelli continua ad allenarsi in un club bergamasco, spende ore sul rettangolo di gioco per migliorarsi. Fino a quando non arriva un infortunio alla spalla. “Lo stop forzato mi allontanò un po’ dal tennis e quando mi ristabilii non ero più pronto per tornare a quel tipo di vita”. Roberto decide quindi di fare l’idraulico. “Fu una mia scelta, i miei genitori non mi hanno mai messo pressione e a loro devo molto. Più che altro venni indirizzato male da chi avrebbe dovuto insegnarmi a crescere nello sport, e invece lo fece diventare un incubo”.

Ma la fiamma resta viva e in una situazione quasi casuale si riaccende completamente. “Volevo impressionare una ragazza che giocava a tennis, per cui mi iscrivo a una competizione senza aver più toccato la racchetta per anni. E vinco.” Marelli torna quindi nel giro dei tornei nel 2010, quando da non classificato sale fino a 2.6 in meno di due stagioni. “Sapevo che non sarei più potuto diventare un campione come sognavo da piccolo” analizza, “però quella scalata rappresentò una sfida con me stesso. Iniziai l’attività come maestro, collimando poi qualche torneo. Anche perchè il fisico non mi ha mai lasciato in pace, basti pensare alla recente rottura del menisco quando mi sentivo in ottime condizioni.” Nelle ultime settimane c’è stato anche qualche pensiero di ritirarsi definitivamente. Nubi dissipate rapidamente, dato il fuoco interiore non ha alcuna intenzione di smettere di ardere. “La passione è ancora tanta, per cui finchè la mia salute regge vado avanti. Sto effettuando una preparazione atletica importante con Davide Pontoglio, punto a giocare soprattutto i tornei della provincia. Il lavoro da maestro ha comunque sempre la priorità”.

“Uno dei ricordi più felici della mia carriera è sicuramente la partita con l’ucraino Volodymyr Uzhylovsky (che poi avrebbe fatto faticare per un set Andreas Seppi, nda) al Challenger di Brescia del 2017” afferma Marelli. “Non facevo attività internazionale da tre stagioni e lavoravo già come insegnante. Mi stavo comunque allenando bene e speravo in un invito per le qualificazioni, che arrivò proprio all’ultimo momento quando ormai non ci credevo più, a pochi istanti dal sorteggio del tabellone”. In uno dei campi secondari del San Filippo si assieparono tante persone, tra amici e allievi. “Ero molto motivato e riuscii a mantenere un ottimo livello contro un avversario abituato a questo tipo di palcoscenico. A un certo punto sentivo che avrei potuto vincere”. Per il tennista che ora risiede a Sarezzo non si trattava del debutto assoluto nel circuito Challenger, visto che nel 2011 calcò i campi di Manerbio e sfidò lo svizzero Michael Lammer, il quale all’epoca faceva parte della squadra elvetica di coppa Davis e ben si disimpegnava anche a livello Atp. Oltre all’inesperienza Marelli pagò anche la superficie. “A differenza del mio grande amico Davide Pontoglio preferisco i campi rapidi, più adatti per il mio tennis aggressivo. E’ altrettanto vero che, risultati alla mano, sulla terra ho raccolto di più, anche perchè soprattutto nelle vicinanze sono molti di più gli eventi sul mattone tritato”.

Roberto Marelli non ha dubbi nell’indicare quale sia stata la migliore stagione della sua carriera: è il 2018. “Non credo di aver mai giocato così bene come nella finale fascia A di coppa Lombardia di quell’anno. Mi sentivo davvero invincibile sotto ogni punto di vista”. Il preludio a grandi risultati raggiunti nei mesi successivi. “Ho alzato il trofeo dell’Open di Bienno e quello del torneo di Osio, limitato 2.4. Con Guidizzolo abbiamo disputato una splendida Serie C, perdendo la promozione soltanto al doppio di spareggio dell’ultima sfida. Un finale amaro vendicato comunque nel 2019, quando prima di infortunarmi gravemente al ginocchio ho contribuito al salto di categoria della società”. Il più grande rammarico, forse, è legato alla classifica. “Mi mancavano cento punti per diventare 2.3, non sono mai stato così vicino a migliorare il mio best ranking nazionale”.

Ora è un maestro affermato e apprezzato al Tc Franciacorta di Cellatica, uno dei migliori circoli della provincia per strutture e organizzazione. Attenzione maniacale ai dettagli, cura degli allievi e disponibilità per i tennisti che devono allenarsi in vista dei tornei. “Amo il mio lavoro, per cui restare in campo anche fino alle undici di sera non mi pesa. Voglio provare a trasmettere qualcosa ai ragazzi che fanno le loro prime esperienze nel mondo del tennis. Spesso i circoli pensano soltanto alle quote da incassare, ma i giovani hanno bisogno di essere trattati in un certo modo, poichè si trovano in una fase delicata del loro percorso. Con la mia esperienza so cosa può passare nella testa di quindicenne e non gli farò ripetere gli errori che sono stati commessi su di me. Gli insegnerò ad amare il tennis, impegnandosi senza rinunciare a nulla”. E poi, magari, compiere uno step ulteriore. “Il mio sogno è quello di portare un ragazzo nel professionismo. La strada è lunga ma sento che l’occasione presto arriverà”. Intanto Marelli lancia un nome per il tennis bresciano. “Vedo alcuni buoni prospetti ma se dovessi sbilanciarmi dico Alessio Zanotti. Ha tutte le carte in regola per prendere dei punti Atp e diventare il nuovo numero uno della nostra provincia: possiede ottimi colpi, il suo gioco è completo e non ha problemi ad adattarsi alle varie situazioni. In ogni caso consiglio a tutti i nostri giovani di girare, di disputare tornei anche fuori Brescia. L’esperienza la si può fare soltanto così”.

Condividi questo articolo con i tuoi Social

Share on whatsapp
WhatsApp
Share on facebook
Facebook
Share on email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *